Così che in un mercoledì sera uggioso penso: “come si dirà ernia in cinese?”
Perchè sfatiamo subito il mito “ah ma se sei laureata in cinese lo DEVI sapere!”.
Aver conseguito la laurea in una determinata lingua non vuol dire riuscire a parlarla fluentemente, tanto meno apprendere un glossario medico; come se a te, “Signor Rossi” della situazione, ogni giorno ti chiedessero di rappresentare la reincarnazione dell’Enciclopedia Treccani.
Partendo dal radicale di malattia, che nell’antichità rappresentava una persona che giaceva sotto un baldacchino (figura qui a lato), se aggiungiamo il carattere di freccia 矢 shǐ, otteniamo il carattere utilizzato oggi per indicare malattia: 疾 jí. Come se un uomo colpito da una freccia dovesse per forza stendersi su un letto in condizioni di salute non ottimali.
Sempre dallo stesso radicale se aggiungiamo il carattere di completo, 全 quán , si da vita a 痊 quán, che vuol dire guarigione, come se rappresentasse il totale recupero di salute dell’uomo steso sul baldacchino.
Giocando sempre con lo stesso radicale e aggiungendo montagna, 山shān, ecco che con un pizzico di immaginazione possiamo pensare a una montagna, intesa come rigonfiamento interno, che sta alla base di una condizione di salute non buona. 疝 shàn, ernia.
E se aggiungessimo il carattere di chiodo 丁dīng? Un chiodo che martella sotto la pelle, proprio come un foruncolo 疔dīng.
E poi mi chiedete perchè sono follemente innamorata della lingua cinese? Perchè mi diverto anche a parlare di malattie!
